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Le mie pagliuzze

Venerdì 24 novembre, alle ore 17, al PAN di Napoli, la scrittrice Dora Buonfino presenterà il suo romanzo “Le mie pagliuzze”, per i tipi di Le Parche Edizioni, incentrato sulla delicata tematica dell’abuso sui minori. Interverranno a presentare il libro ed a condurre il dibattito la psicologa Gemma Hallecker e l’attrice Lucia Cassini.

Il tema dell’abuso sessuale sui minori suscita sempre indignazione e, data la sua scabrosità, non si riesce a parlarne facilmente. Un libro, quindi, può essere un modo efficace per sensibilizzare l’opinione pubblica e aiutare chi ha subito violenza o pensa che i suoi figli possano aver avuto quest’ esperienza.


«Il problema delle difficoltà e del disagio dei minori resta ancora nella nostra società» osserva l’attrice Lucia Cassini «Non solo è irrisolto, ma resta in gran parte ignorato. Chi paga il prezzo più alto intanto è senz'altro il più debole: il minore… I casi di violenza sui minori sono i più difficili da conoscere perché raramente sono denunciati, per svariati motivi: la giovinezza, l'inesperienza, spesso la vergogna della vittima stessa, la complicità imposta violentemente dalla famiglia, l'ignoranza, la paura».

«I mezzi per combattere ciò esistono» dice la Dr.ssa Hallecker «Il messaggio che possiamo leggere nel romanzo è: non lasciate soli i bambini abusati. Genitori aperti al dialogo con il figlio, disposti ad ascoltarlo, creeranno una confidenza e una fiducia nel bambino, abituandolo ad affidarsi a loro quando "qualcosa non va". La prevenzione del fenomeno dovrebbe prevedere anche il sostegno e la promozione delle competenze genitoriali da parte delle istituzioni, soprattutto laddove si ravvisabile una situazione di rischio per i minori. I bambini stessi andrebbero educati a "dire no", istruiti a proteggere il proprio corpo e incoraggiati a chiedere aiuto agli adulti.»


Tratto dal libro:


Furono giorni interminabili e pieni d’angoscia. Tentavo in tutti i modi di non rimanere da sola con lui. Fuggivo la sua compagnia, come un gatto eviterebbe un branco di cani randagi, ma c'era sempre qualcuno che mi invitava a prestargli attenzione, mettendomi in difficoltà. Non potevo certo rifiutarmi di intrattenerlo giocando a dama o portargli il pranzo in camera, così come non potevo dire che ne approfittava per posare le sue mani viscide su di me. Rimaneva la persona più ammirata della casa, nessun commento negativo sarebbe stato permesso nei suoi confronti e qualunque cosa avessi detto sarebbe stata presa come una pura cattiveria da parte mia.


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